Con il portafoglio digitale, le carte di credito, l’home backing abbiamo assistito alla digitalizzazione del denaro evolutasi successivamente in criptovalute. Gli “NFT Non fungible token, non sono qualcosa di poi cosi diverso. Essi possono essere considerati l’evoluzione digitale del mondo dell’arte della musica e del collezionismo. La particolarità di questi token sta proprio nella loro irreplicabilità, sono “prodotti digitali” unici nel loro genere come ad esempio, immagini, video, musiche, videogiochi, lavori artistici etc… che però hanno un importante caratteristica al suo interno: sono digitalmente firmate dall’artista che l’ha realizzata e viaggiano all’interno di una “blockchain” che ne attribuisce autenticità e rende sempre riconducibile l’autore. Quello che si acquista quindi è un token su blockchain (come per le criptovalute) che consente di affermare la proprietà dell’opera informatica. L’opera quindi può tranquillamente continuare a circolare sulla rete ma il titolare dell’NFT è l’unico a poterne vantare i diritti.

Come per il mondo dell’arte, della musica e del collezionismo, il prezzo non è dettato solo dalla bellezza del contenuto del token ma da diversi fattori. Tra qualche secolo non sarà difficile trovare esposto nel British Museum o nel Louvre un’opera digitale firmata (in blockchain) da qualche grande artista contemporaneo.

 

 

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui